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Anche il Consiglio nazionale non vuole un’assicurazione obbligatoria contro i terremoti

09/30/2026

Il Consiglio degli Stati aveva già deciso di non entrare nemmeno nel merito della proposta del Consiglio federale relativa a una cosiddetta «obbligazione eventuale» in caso di forte terremoto. Tale modello prevedeva che tutti i proprietari immobiliari fossero tenuti, in caso di evento sismico di particolare gravità, a versare un contributo unico imposto dallo Stato e annotato nel registro fondiario.

Ora anche il Consiglio nazionale ha respinto una simile «assicurazione terremoto» obbligatoria. Fin dall’inizio, la APF-HEV Svizzera si è opposta con determinazione a questo nuovo onere finanziario per i proprietari di abitazioni. L’associazione accoglie pertanto con sollievo il fatto che, alla fine, il buon senso abbia prevalso in Parlamento e che la proprietà immobiliare in Svizzera non venga ulteriormente gravata.

Più volte il tema di un’assicurazione nazionale obbligatoria contro i terremoti è tornato al centro del dibattito politico. Tuttavia, sulla base di approfondite analisi e dei lavori svolti da gruppi di esperti del settore assicurativo e delle parti interessate, tale proposta è stata regolarmente respinta. Anche il Consiglio federale si è sempre espresso in senso contrario.

In seguito all’approvazione della mozione «Assicurazione svizzera contro i terremoti mediante un sistema di obbligazione eventuale», il Governo è stato tuttavia chiamato a elaborare una proposta sotto forma di decreto federale. Dopo che il Consiglio degli Stati aveva rifiutato di entrare nel merito di questo progetto ritenuto inadeguato, la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha riproposto, con una maggioranza estremamente risicata, un nuovo modello anch’esso giudicato insoddisfacente.

A differenza della proposta del Consiglio federale, questo sistema avrebbe fatto scattare l’obbligazione eventuale già a partire da danni complessivi pari a circa 6,3 miliardi di franchi. Tale importo corrisponde ai danni che statisticamente potrebbero derivare da un terremoto che si verifica mediamente una volta ogni cento anni o anche più raramente.

Con il rigetto di questo modello inadeguato, anche il Consiglio nazionale ha infine scelto la via del buon senso. È stata così definitivamente accantonata l’introduzione di una cosiddetta obbligazione eventuale, che avrebbe comportato un contributo unico massimo dello 0,7% del valore dell’immobile, annotato come onere reale nel registro fondiario, oltre a una franchigia supplementare dello 0,5% della somma assicurata dell’edificio.

La APF-HEV Svizzera accoglie favorevolmente questa decisione ed è sollevata dal fatto che non vi saranno ulteriori aggravii a carico della proprietà abitativa. Non vi è infatti alcuna necessità di riservare ai terremoti un trattamento speciale mediante l’introduzione di una responsabilità solidale imposta dallo Stato a tutti i proprietari immobiliari. Questi ultimi sono perfettamente in grado di decidere autonomamente se assicurare o meno i propri immobili contro il rischio sismico, avvalendosi delle numerose soluzioni già offerte dal mercato assicurativo.