• Nuova proposta arbitraria di condono obbligatorio delle locazioni commerciali

Nuova proposta arbitraria di condono obbligatorio delle locazioni commerciali

18.05.2020    

La Commissione dell'Economia e dei Tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha nuovamente affrontato la questione delle possibili conseguenze della crisi Covid-19 sugli affitti commerciali. La stessa ha chiaramente respinto la proposta presentata dall'analoga Commissione del Consiglio degli Stati. Ha per contro sostenuto, con scarsa maggioranza, una nuova mozione che propone un parziale obbligo di condono dell'affitto mensile fino a CHF 20'000. Una minoranza della Commissione rifiuta invece di intervenire retroattivamente nei contratti di locazione. L'associazione dei proprietari fondiari Svizzera respinge chiaramente l'iniziativa poiché condurrebbe a disparità di trattamento e ad ingiustizie arbitrarie.

Una nuova variante di una mozione proposta dalla CET-N prevede una riduzione parziale del canone locativo pari al 60%. Questo dovrebbe valere, in base ad un articolato modello, per gli affitti mensili fino a CHF 20'000, in combinazione con una clausola di opt-out per gli affitti mensili pari o superiori a CHF 15'000. L'obbligo dello Stato a concedere un'esenzione parziale dell'affitto si applica sia alle imprese la cui chiusura è stata imposta dalle misure Covid-19 sia a quei commerci che hanno avuto un'attività ridotta. La nuova proposta è ingiusta sia per i proprietari che per gli inquilini perché prevede un limite in franchi arbitrario per l'esenzione parziale dell'affitto.

È inoltre ingiusto che i proprietari – obbligati a concedere la riduzione – dovranno comunque continuare a pagare e sostenere le proprie spese (tassi d'interesse, ammortamento, amministrazione, artigiani). Inoltre, la normativa si applicherebbe in modo del tutto indipendente dagli obblighi dei singoli contratti di locazione e dalle specifiche situazioni finanziarie delle rispettive parti. Anche gli imprenditori con un affitto annuo fino a CHF 240'000 beneficerebbero così di questa normativa e non solo i piccoli imprenditori.

I rapporti individuali sono da tenere in considerazione

Le discussioni in seno al Parlamento mostrano che non esiste alcuna regola "forfettaria" per la sospensione dell'affitto dei locali commerciali le cui attività sono state colpite dalle misure di chiusura forzata imposte dal Covid-19. Gli interventi retroattivi nei contratti di locazione di locali commerciali conducono ad arbitrarietà e ad ingiustizie. Le prestazioni contrattualmente concordate nel settore degli affitti commerciali sono molto variegate e comprendono, oltre ad aspetti puramente di diritto locativo, ulteriori prestazioni e obblighi contrattuali tra le parti. La normativa non porterebbe inoltre ad alcuna certezza giuridica. Al contrario, essa provocherebbe nuovo materiale giuridico per procedimenti legali relativi a rivendicazioni o all'interpretazione dell'intervento retroattivo nel contratto per singolo caso.

Distorsione arbitraria della concorrenza

L'esenzione del pagamento dell'affitto obbligata dello Stato comporta inoltre svantaggi che sono ostili sia alla proprietà che alla concorrenza. Un tale accordo dà la preferenza ai commercianti in affitto presso terzi rispetto ai commercianti che gestiscono l'attività nella loro proprietà. Gli stessi proprietari dovrebbero sostenere la perdita di reddito dovuta alla crisi della Covid-19 e continuare a pagare per intero tutti i costi di occupazione, in particolare gli interessi ipotecari e i costi di gestione.