• Interferenza arbitraria nei rapporti locativi: HEV Svizzera respinge il condono obbligatorio del 60% sugli affitti dei locali commerciali.

Interferenza arbitraria nei rapporti locativi: HEV Svizzera respinge il condono obbligatorio del 60% sugli affitti dei locali commerciali.

20.05.2020    

La Commissione dell'Economia e dei Tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), a seguito dell'analoga Commissione del Consiglio nazionale (CET-N), ha sostenuto a maggio-ranza una mozione che obbliga i proprietari a rinunciare al 60% dell'affitto mensile do-vuto per i locali commerciali. Questo vincolo interessa il periodo di chiusura o di ridu-zione delle attività imposto durante il COVID-19 e precisamente anche per quelle grandi imprese che pagano un affitto annuo fino a CHF 240'000. HEV Svizzera respinge l'inter-vento estremo nel diritto della proprietà. La proposta è arbitraria e conduce ad ingiusti-zie sia per gli inquilini che per i proprietari non riconoscendo inoltre le già numerose soluzioni concordate tra le parti.

La mozione sostenuta dalla maggioranza della CET-S si basa su una proposta della CET-N e prevede un'esenzione dall'affitto imposta dallo Stato a spese dei proprietari. I locatori di locali commerciai con un affitto lordo mensile fino a CHF 20'000 devono concedere all'inquilino un'e-senzione del 60% dell'affitto per i mesi riferiti al periodo di chiusura o di riduzione dell'attività (ai sensi dell'Ordinanza 2 COVID 19) e quindi complessivamente fino a CHF 40'000 o anche più. Per gli affitti a partire da CHF 15'000 si applica inoltre una clausola Opt-Out soggetta ad interpretazione. Gli accordi già conclusi devono rimanere in vigore. Questo tipo di regolamen-tazione conduce ad ingiustizie sia dal lato del proprietario che dalla parte dell'inquilino, perché non tiene in considerazione gli obblighi di adempimento contrattualmente concordati, gli effetti concreti delle disposizioni di emergenza legate al COVID-19 e alle singole circostanze finan-ziarie delle parti. Inoltre, il limite degli affitti mensili fissato dalla mozione è totalmente arbitrario. Anche gli imprenditori con un affitto annuo fino a CHF 240'000 beneficerebbero così di questa normativa e non solo i piccoli imprenditori: i locatori – che devono concedere l'esenzione dall'affitto anche alle grandi imprese – devono invece continuare a sostenere i propri costi (interessi ipotecari, ammortamenti, gestione della proprietà, artigiani) senza alcuna esenzione.

Solidarietà ed equità invece di una coercizione arbitraria

Pareri giuridici neutrali (tra cui quelli del Prof. Peter Higi e del Prof. Francois Bohnet) riportano il punto di vista secondo il quale non sussiste alcuna pretesa giuridica di riduzione dell'affitto a causa dello stato di emergenza in relazione alla limitazione dell'attività d'impresa. Cionono-stante, indipendentemente dalla situazione giuridica, HEV Svizzera ha sempre invitato i loca-tori di locali commerciali a negoziare soluzioni con gli inquilini interessati dalla chiusura della loro attività, nell'ambito delle loro possibilità finanziarie e al fine di evitare il fallimento di que-st'ultimi a causa del COVID-19. È compito delle parti contrattuali elaborare delle soluzioni ade-guate alla situazione. Sono proprio loro che hanno concordato i contratti di locazione e che conoscono al meglio le reciproche esigenze. Molti locatori privati stanno già concedendo ai loro affittuari commerciali riduzioni e altre agevolazioni, prassi che sta avendo un seguito sem-pre maggiore anche tra i proprietari più grossi. È pertanto illusorio credere che un intervento legale retroattivo di qualsiasi tipo nei contratti di locazione concordati creerebbe certezza giu-ridica. Ogni intervento legale crea nuovi problemi di interpretazione e fornisce materiale giuri-dico per lunghi procedimenti giudiziari.