• Anche il Consiglio degli Stati rende i proprietari di locali commerciali responsabili attraverso l'intervento statale

Anche il Consiglio degli Stati rende i proprietari di locali commerciali responsabili attraverso l'intervento statale

09.06.2020    

Dopo il Consiglio nazionale anche il Consiglio degli Stati sostiene una mozione che vuole costringere i proprietari di locali commerciali ad un'esenzione parziale dell'affitto mensile fino a CHF 20'000. HEV Svizzera ritiene tale intervento nei contratti di locazione inappropriato. L'avanzata è arbitraria, ingiusta e viola il diritto di proprietà così come la libertà di commercio. La delimitazione degli accordi già conclusi consensualmente tra le parti nell'ambito dei contratti di locazione così come le numerose misure di sostegno del governo porterà a notevoli problemi di attuazione e ad un'immensa incertezza giuridica.

 

Il Consiglio degli Stati ha sostenuto con 20 voti favorevoli e 19 contrari un'analoga mozione sostenuta in precedenza dal Consiglio nazionale. La mozione vuole obbligare i proprietari a concedere un'esenzione generica del 60% del canone locativo per quelle attività toccate dalla chiusura forzata, totale o parziale, legata al Covid-19. Questo obbligo governativo di esenzione parziale dell'affitto si applica per affitti mensili fino a un limite arbitrario di CHF 20'000 combinato con una clausola di opt-out per gli affitti mensili pari o superiori a CHF 15'000. Questa regolamentazione obbligatoria è ingiusta ed irresponsabile.

I proprietari si devono assumere la responsabilità a causa di un obbligo ingiusto imposto dallo Stato

Le limitazioni delle attività sono state imposte dal Consiglio federale a tutela della salute della popolazione. Non è il proprietario ad aver causato tali danni e men che meno può porvi rimedio. È arbitrario rendere il locatore responsabile per questo fatto e privarlo quindi del 60% del canone di locazione contrattualmente previsto attraverso un ordine governativo. Nonostante questo i proprietari – obbligati a concedere l'esenzione parziale dell'affitto – devono continuare a sostenere i propri costi (interessi ipotecari, ammortamenti, amministrazione, artigiani) senza alcuna agevolazione. L'intervento retroattivo nei contratti di locazione dei locali commerciali è arbitrario ed ingiusto. La regolamentazione obbligatoria non tiene conto dei concreti obblighi contrattuali e della rispettiva situazione finanziaria delle parti. A scapito di locatori privati e delle Casse pensioni svizzere ne trarranno beneficio anche numerose imprese internazionali.

Arbitrario il regolamento forfettario per il condono del canone locativo

La regola coercitiva crea anche incertezza giuridica: come dovranno essere gestiti tutti gli accordi già conclusi di comune accordo tra le parti in relazione alla rinuncia della locazione o ad altre agevolazioni? In alcuni Cantoni lo Stato ha addirittura rilevato una parte dell'affitto d'impresa: cosa succede in questi casi? In altri casi invece gli inquilini commerciali hanno ricevuto anche prestazioni assicurative per l'interruzione dell'attività oppure un risarcimento danni da parte dei Comuni. Le richieste, così come l'interpretazione dell'intervento contrattuale retroattivo nei singoli casi, provocheranno enormi problemi e controversie legali.

Ingiusto il trattamento privilegiato delle imprese in affitto

L'obbligo governativo di esenzione parziale del canone locativo crea svantaggi che sono ostili alla proprietà e alla concorrenza. Un tale accordo dà la preferenza ai commercianti in affitto rispetto a quelli che gestiscono l'attività in uno stabile di loro proprietà, i quali sostengono autonomamente la perdita di reddito legata al Covid-19 continuando a pagare integralmente tutti i costi legati ai loro locali (interessi ipotecari, gestione, manutenzione). L'auto-responsabilità è richiesta evidentemente solo agli imprenditori – proprietari e non agli imprenditori – inquilini.